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Aggregando insieme il sesso maschile (in cui non si registrano eccessi) ed il sesso femminile si ottiene una diluizione" dei risultati emersi e una sottostima di quelle che sono le reali condizioni di salute della popolazione esaminata. Le nostre preoccupazioni sembrano tuttavia, almeno in parte, condivise dagli stessi estensori del Report che più oltre affermano: Tuttavia, analizzando le singole cause, sono stati riscontrati alcuni eccessi di mortalità e incidenza da considerare con maggior attenzione. Infatti è stato riscontrato nelle donne un eccesso di mortalità per tumori dello stomaco, colon retto mammella e tutti i tumori.

_Per i sarcomi_ possono farsi analoghe considerazioni. Anche in questo caso emergono - a nostro avviso - dati inquietanti: sono infatti elencati nella tabella riassuntiva n° 6 ben 18 casi di sarcoma, di cui si perde in qualche modo traccia nelle tabelle generali, in cui sono disaggregati per sesso. Trattandosi di patologie rare, disaggregando per sesso si perde di significatività, con l'effetto di togliere rilievo ad un dato altrimenti particolarmente significativo in quanto riferito a una patologia “sentinella” dell'inquinamento da inceneritori.

Anche in questo caso, tuttavia, gli stessi estensori dello studio non possono fare a meno di annotare nella discussione (pag. 42) che gli eccessi di mortalità per sarcoma dei tessuti molli sono degni di nota, affermando, a pag. 39, che, si osserva un aumento statisticamente significativo della mortalità nel livello più elevato di metalli pesanti (RR. 10.97, IC 95'-1.14-105.7, 3 casi) per la coorte di tutti i residenti.

* Conclusioni

_*L'impressione cherimane, dopo un' attenta lettura dal report di Enhance Health come di tanta altra letteratura (23), è che le informazioni che di volta in volta potrebbero apparire perlo meno inquietanti, vengano poi immediatamente smentite, attenuate o corrette con intento tranquillizzante: la finalità delle indagini condotte sembrerebbe pertanto non quella di evidenziare i rischi per la salute delle popolazioni esaminate, ma quella di non destare allarme.

A nostro avviso, viceversa, i risultati che emergono dallo studio Enhance Health sono fortemente preoccupanti ed in linea con quanto riportato dalla letteratura precedentemente esaminata e soprattutto con l'indagine francese (32) che registra i maggiori danni alla salute proprio nel sesso femminile I che appare essere particolarmente vulnerabile e più sensibile all' inquinamento ambientale.

Questi dati sono ancora più allarmanti se li considera alla luce del contesto geografico del nostro territorio. La Romagna è situata nella Pianura Padana, area fra le più inquinate non solo d'Europa ma dell'intero pianeta: si consideri che il comunicato del 10 ottobre 2007 dell' Agenzia Europea dell' Ambiente ha stimato una perdita di speranza vita alla nascita variabile dai 9 ai 36 mesi per i livelli di PM 2.5 di origine antropica emesso nel 2000!

Nella nostra regione si registra inoltre una delle più alte incidenze di cancro di tutto il paese (54). Per quanto attiene il sesso maschile la Romagna è al 1° posto per incidenza di cancro nella nostra regione e al 4° posto in Italia* dopo Friuli Venezia Giulia, Veneto e Varese.

Dai dati del Registro Tumori della Romagna pubblicati e riferiti al quinquennio 1998-2002 risulta infatti una incidenza di 498,2 casi/anno per 100.000 abitanti nel sesso maschile (tutti i tumori escluso cute), contro una incidenza in Italia di 470,3 casi anno per 100.000 abitanti. Sembra inoltre che da noi non si stia verificando il rallentamento generalmente segnalato nell' incidenza di cancro nel sesso maschile: l'aumento in percentuale nel nostro territorio è infatti del 6,14% rispetto al quinquennio precedente (1992-1997), contro un incremento medio in Italia dall' 1,4%.

Per quanto riguarda il sesso femminile si registrano dati per certi versi ancora più preoccupanti:            l’ incidenza di cancro nelle donne è infatti in Emilia Romagna la più alta d' Italia: la Romagna è al 3· posto in Italia dopo Parma e Ferrara per incidenza di cancro nelle donne con 425,2 casi/anno per 100.000 donne (tutti i tumori escluso cute) vs una incidenza in Italia di 398,70 casi/anno e l' incremento percentuale che si è registrato rispetto al quinquennio precedente ( 1992-97) è del 10,50 vs una media in Italia del 4,79%.

I dati sopra esposti vengono spesso attribuiti al buon livello di assistenza sanitaria e di diagnosi precoce (certamente presente e di cui non possiamo che rallegrarci), ma ancora una volta sembra che non si voglia indagare su altre possibili cause, in primis l'assenza di efficaci interventi di Prevenzione Primaria che appaiono indifferibili dato l' elevatissimo grado di inquinamento che ci caratterizza.

Una buona occasione di fare Prevenzione Primaria è a nostro avviso quella di scegliere metodi di gestione dei rifiuti alternativi all' incenerimento, evitando di costruire impianti che emettono pericolosi inquinanti, tra cui anche sostanze classificate come cancerogeni certi per l'uomo.

Sotto questo profilo appare moralmente inaccettabile continuare ad esporre le popolazione a rischi assolutamente evitabili.

Tutto quanto sopra ci rammenta e conferma l' amara verità di Irwin Bross: quando (il governo e la classe dirigente medica e scientifica... ) dicono che qualcosa è sicuro e buono per te, ciò che questo significa veramente è che è sicuro o buono per loro.

A loro non importa quello che succede a te (,..) Se c'è qualcuno che proteggerà la tua vita e sicurezza, quel qualcuno non potrai essere che tu.

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