Acqua al cromo - Arpa Piemonte
Dott. Giovanni Teppa
Responsabile dell'URP Arpa Piemonte
Il limite per il Cr VI+ - cromo esavalente - (risale al 1955), inteso come somma totale di Cr III - cromo trivalente - e Cr VI (ma secondo l'attuale legge puo' essere anche tutto esavalente) e' di 50 microgrammi/litro sia nelle acque potabili, sia nelle acque minerali.
Oggi vi sono tuttavia evidenze che questi valori potrebbero essere troppo elevati. Studi recenti (2007) del National Toxicological Program degli USA hanno messo in evidenza effetti cancerogeni del Cr VI+ per via orale a dosi piu' basse di quelle ritenute sicure in passato e questo dovrebbe portare a breve ad un nuovo limite da parte OMS, piu' restrittivo di quello attuale e specifico per il Cr VI+.
Il decreto legislativo 152/2007 fissa ad esempio, per le acque di scarico industriali a scopo irriguo, un limite di Cr VI+ di 5 microg/litro, con la bella conseguenza che l'acqua minerale SOVRANA, se fosse uno scarico industriale, supererebbe i limiti di legge per l'uso irriguo, mentre rispetta i limiti per la potabilita'.
E' proprio a causa di queste incongruenze normative che la Regione Piemonte - con la collaborazione di Arpa Piemonte - ha presentato richiesta formale al Ministero di revisione dei limiti e di richiesta formale al Governo Italiano perche' rivolga all'EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) una richiesta di valutazione del rischio e indicazione di limiti massimi accettabili negli alimenti e nelle acque.
Sicuramente il Cr VI+ non ha nessuna proprieta' terapeutica. Piccole quantita' di Cr sono indispensabili per l'organismo ma vengono assunte in quantita' sufficiente con gli alimenti (soprattutto vegetali) senza bisogno di assumerne la forma esavalente (che e' la forma piu' pericolosa perche' reattiva e fortemente ossidante e cancerogena per inalazione) con l'acqua minerale.
La presenza di CromoVI, nelle acque Fonti Feja (Sovrana, Nuova Augusta e S. Rocco-Letizia) è intorno a 20 ug/l costante.
I controlli sono effettuati regolarmente sia sulle sorgenti (4 volte/anno) e sulle confezioni imbottigliate (circa 1 volta al mese) come indicato dalla Circolare Ministero Sanità n.19 del 1992.
La presenza di Cromo esavalente nelle acque Fonti Feja non ha nulla a che vedere con la presenza di Cr VI+ a Spinetta Marengo.
Arpa Piemonte
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