Come lo Stato salvaguarda la salute dei Suoi Cittadini

Ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche Sociali

L'ISPESL e il registro nazionale dei mesoteliomi
In base all'art. 36 del Decreto Legislativo 277/91 (che recepisce la Direttiva CEE 83/477) è stato istituito presso l'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) il Registro Nazionale dei casi accertati di asbestosi e di mesotelioma maligno. L'istituzione e la gestione di tale Registro è finalizzata:

  • alla stima dell'incidenza dei casi di asbestosi/mesotelioma in Italia
  • alla raccolta di informazioni sulla pregressa esposizione ad amianto
  • alla valutazione degli effetti dell'avvenuto uso industriale dell'amianto, al fine di analizzare l'impatto e la diffusione delle patologie amianto-correlate sulla popolazione e di pianificare interventi di prevenzione
  • al riconoscimento di inattese fonti di contaminazione
  • alla promozione di progetti di ricerca sul rapporto tra esposizione ambientale e instaurazione delle patologie.
La segnalazione e la rilevazione attiva dei casi viene effettuata nelle singole Regioni dai Centri Operativi Regionali (COR), una sorta di anello di congiunzione tra i soggetti segnalatori dei casi e l'ISPESL.

I COR sono istituiti di preferenza presso gli Osservatori Epidemiologici o altri servizi di epidemiologia individuati dagli Assessorati regionali alla Sanità.

(Cinzia Confalone - Redazione Ministerosalute.it - novembre 2002)
Parliamo dell'Amianto Killer

SALUTE

FLAVIO BACCARO

Amianto: riesame delle domande presentate nel 2005

Con decreto ministeriale 12 marzo 2008 (G.U. 12 maggio 2008) è stata prevista la possibilità di riesame delle domande già presentate nel 2005 dai lavoratori occupati in lavorazioni a rischio amianto.
Non si tratta della riapertura dei termini per la presentazione di nuove domande, ma della possibilità di una diversa valutazione delle domande a suo tempo presentate all'INAIL.
In particolare viene individuato un ristretto numero di aziende per le quali è possibile applicare l'estensione della certificazione di esposizione all'amianto, ai fini dell'attribuzione di un trattamento pensionistico più favorevole ai lavoratori interessati.
Per presentare le istanze di riesame della propria posizione i lavoratori devono rivolgersi alla Sede INAIL di riferimento, entro l'11 maggio 2009, utilizzando il nuovo modulo (A8).
Al fine di agevolare la trattazione delle pratiche da parte degli operatori INAIL si raccomanda di verificare il possesso di tutti i requisiti richiesti prima dell'inoltro delle domande.

Inquinamento atmosferico (Inceneritori, aziende cementifere, colonne di mezzi per ore in fila nelle autostrade, circonvallazioni e superstrade, code ai semafori "Ignoranti" o Stop, inquinamento del terreno, inquinamento delle falde d' acqua, inquinamento del territorio, inquinamento dei corsi d'acqua, cementificazione, distruzione dei boschi, distruzione di colline e montagne (cave di materiale vario).
Epidemiologia delle patologie correlate all’amianto
Percentuali nelle varie Regioni

In Italia, l’esposizione all’amianto è causa di morte per circa mille persone all’anno. Infatti, nel periodo 1988/97 sono stati rilevati 9.094 decessi (5.942 uomini e 3.152 donne) per tumore maligno della pleura.
Questo è il dato emerso dal rapporto ISTISAN “La mortalità per tumore maligno della pleura nei Comuni italiani (1988-1997)” dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Secondo la ricerca dell’ISS, nel corso degli anni ’90 in tutta Europa è stato documentato un aumento significativo della mortalità per tumore della pleura in relazione soprattutto con la diffusione dell’amianto avvenuta negli anni ‘50 e ‘60.
Nello stesso periodo, anche nel nostro paese, il rapporto ISTISAN ha riscontrato un incremento complessivo di casi di mortalità per mesotelioma pleurico.
Il dato è stato registrato in misura maggiore nelle aree, segnalate negli studi precedenti, dove già era stato ampiamente accertato un nesso tra casi di tumore della pleura e presenza delle principali fonti di esposizione all’amianto (soprattutto di tipo professionale). Ma è stato raccolto per la prima volta anche in comuni nuovi, per alcuni dei quali si può ipotizzare la presenza di amianto nei cicli produttivi e/o nell’ambiente.

Obiettivo primario degli studi epidemiologici è contribuire all’identificazione delle fonti di rischio presenti sul territorio e collaborare all’organizzazione di appropriate misure di prevenzione.
In tal senso, il rapporto, mediante il monitoraggio e l’aggiornamento della distribuzione geografica di zone a rischio, vuole essere uno strumento utile per individuare, regione per regione, le priorità degli interventi di verifica delle fonti di esposizione e di risanamento ambientale, previsti dall’attuale quadro normativo.
Google

 

aggiornato al.. 13-Giu-2009 15:28